Prestiti: cala la fiducia degli italiani
Gli ultimi dati raccolti dall’Osservatorio Findomestic, evidenziano una contrazione della domanda di prestiti da parte di imprese e famiglie italiane, che preferiscono evitare di indebitarsi per paura di non riuscire a far fronte alle rate.
di Francesco Tempesta 16 apr 2012 - ore 14:40Su una scala che va da 1 a 10 punti, il grado di fiducia degli italiani si è ridotto di 0,5 punti, passando da 3,9 a 3,4, il dato più negativo registrato negli ultimi sei mesi. Il dato è un’ulteriore conferma del dilagante pessimismo relativamente ad un possibile miglioramento della situazione generale del Paese. I più pessimismi sono i residenti nelle Regioni del nord ovest, seguiti da quelli del Centro, del Sud e delle Isole. Nel nord est non si riscontrano, invece, particolari differenze rispetto al mese precedente.
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La mancanza di fiducia degli italiani si traduce inevitabilmente in un atteggiamento più cauto e prudente nella richiesta di prodotti di credito al consumo, come i prestiti (sia prestiti personali che finalizzati) e i mutui. In particolare, secondo gli ultimi dati elaborati dall’Osservatorio Findomestic, il 69% degli intervistati ha detto di non aver chiesto nell’ultimo anno alcun finanziamento alle banche. Di questi, l’11% aveva intenzione di ricorrere ad un prestito, ma successivamente ha preferito desistere da questo proposito per il timore di non riuscire a onorare gli obblighi precedentemente presi con l’istituto di credito erogante (banca o finanziaria). Il 15% del campione ha, invece, avuto accesso al credito bancario, mentre il 3% si è visto rifiutare la propria richiesta.
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Dai dati raccolti da Findomestic risulta, inoltre, che numerosi italiani avvertono la stretta creditizia: nove famiglie su dieci ritengono che, in questo momento, fra la crisi economica e l’assenza di liquidità nelle casse delle banche, sia molto più difficile l’accesso al credito rispetto a cinque anni fa. In particolare, secondo il campione considerato nella rilevazione mensile dell’Osservatorio Findomestic, il credit crunch riguarda per lo più le banche (56%) piuttosto che le società finanziarie (3%): al contrario, il 36% degli intervistati ritiene che le difficoltà di accesso al credito riguardino in ugual misura sia le banche che le finanziarie. La quasi totalità degli italiani ritiene, inoltre, che in futuro ci sarà maggiore prudenza nel richiedere prestiti e finanziamenti, mentre, secondo un terzo degli intervistati, in molti non vi faranno più ricorso (nel mezzogiorno, si parla di un consistente 40%).
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Francesco Tempesta
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