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Credito al consumo, il Ministero dell’Economia istituisce un archivio contro i furti d’identità
Credito al consumo, il Ministero dell’Economia istituisce un archivio contro i furti d’identità
Entrerà in funzione a novembre il database per la tutela dei prestiti, che permetterà di combattere le frodi e proteggere i cittadini contro i furti di identità
di Gaia Passi 13 mag 2011 - ore 16:41
E’ in arrivo un nuovo strumento per combattere le frodi nel credito al consumo: un archivio centrale informatizzato che sarà in grado di contrastare i furti di identità. Il progetto, approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 23 marzo, è ora passato alla fase applicativa con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale n.107 del 10 maggio del decreto legislativo 64/2011, che contiene le modifiche alla disciplina del credito al consumo.
Per l’effettiva entrata in funzione della nuova banca dati bisognerà attendere novembre, quando saranno trascorsi i sei mesi entro i quali dev’essere adottato il regolamento di attuazione. La gestione dell’archivio, di cui è titolare il ministero dell’Economia, sarà affidata alla Consap Spa che provvederà anche alla tutela dei dati personali degli utenti.
La banca dati conterrà tutte le informazioni sulle identità dei cittadini (incluse quelle smarrite o rubate), i dati relativi a codici fiscali, partite Iva e reddito, posizioni contributive, previdenziali e assistenziali. Potranno accedervi - a pagamento e solo dopo la stipula di una convenzione con l’ente gestore - soggetti quali banche (anche extra Ue), finanziarie, servizi di telefonia, pay tv e imprese che che si occupano di servizi anti-frode. Spetterà alle imprese aderenti sostenere i costi di gestione dell’archivio, attraverso un contributo che verrà stabilito per ogni accesso alla verifica dei dati.
Attraverso il database sarà possibile controllare l’autenticità delle informazioni fornite da tutte le persone che richiedono un prestito, ma anche una dilazione del pagamento o altre facilitazioni finanziarie: la privacy del consumatore verrà garantita in quanto le risposte dell’archivio prevederanno solo un sì o un no, senza fornire informazioni sensibili.
L’archivio unico non sarà soltanto un aiuto agli erogatori di credito per combattere le frodi; anche i cittadini verranno in questo modo protetti contro l’”impersonificazione” indebita di identità, un fenomeno che negli ultimi anni ha avuto grande diffusione anche grazie al web. Il decreto legislativo approvato dal CdM individua due diversi tipi di furti d’identità: il primo consiste nell’utilizzo dei dati relativi ad un’altra persona in sostituzione ai propri; Il secondo tipo di frode, parziale, avviene quando i propri dati vengono mescolati con quelli di un altro soggetto.
Chi desidera ottenere un finanziamento non deve tutelarsi soltanto contro l’appropriazione indebita di identità, ma anche contro rischi più immediatamente tangibili, come ad esempio il caro-prestiti. Per non incorrere in contratti svantaggiosi e in prezzi troppo elevati è possibile utlizzare il servizio di confronto prestiti di SoldiOnline e Supermoney, che permette di valutare le offerte di diverse banche e di scegliere il prestito più in linea con le proprie esigenze.
Per l’effettiva entrata in funzione della nuova banca dati bisognerà attendere novembre, quando saranno trascorsi i sei mesi entro i quali dev’essere adottato il regolamento di attuazione. La gestione dell’archivio, di cui è titolare il ministero dell’Economia, sarà affidata alla Consap Spa che provvederà anche alla tutela dei dati personali degli utenti.
La banca dati conterrà tutte le informazioni sulle identità dei cittadini (incluse quelle smarrite o rubate), i dati relativi a codici fiscali, partite Iva e reddito, posizioni contributive, previdenziali e assistenziali. Potranno accedervi - a pagamento e solo dopo la stipula di una convenzione con l’ente gestore - soggetti quali banche (anche extra Ue), finanziarie, servizi di telefonia, pay tv e imprese che che si occupano di servizi anti-frode. Spetterà alle imprese aderenti sostenere i costi di gestione dell’archivio, attraverso un contributo che verrà stabilito per ogni accesso alla verifica dei dati.
Attraverso il database sarà possibile controllare l’autenticità delle informazioni fornite da tutte le persone che richiedono un prestito, ma anche una dilazione del pagamento o altre facilitazioni finanziarie: la privacy del consumatore verrà garantita in quanto le risposte dell’archivio prevederanno solo un sì o un no, senza fornire informazioni sensibili.
L’archivio unico non sarà soltanto un aiuto agli erogatori di credito per combattere le frodi; anche i cittadini verranno in questo modo protetti contro l’”impersonificazione” indebita di identità, un fenomeno che negli ultimi anni ha avuto grande diffusione anche grazie al web. Il decreto legislativo approvato dal CdM individua due diversi tipi di furti d’identità: il primo consiste nell’utilizzo dei dati relativi ad un’altra persona in sostituzione ai propri; Il secondo tipo di frode, parziale, avviene quando i propri dati vengono mescolati con quelli di un altro soggetto.
Chi desidera ottenere un finanziamento non deve tutelarsi soltanto contro l’appropriazione indebita di identità, ma anche contro rischi più immediatamente tangibili, come ad esempio il caro-prestiti. Per non incorrere in contratti svantaggiosi e in prezzi troppo elevati è possibile utlizzare il servizio di confronto prestiti di SoldiOnline e Supermoney, che permette di valutare le offerte di diverse banche e di scegliere il prestito più in linea con le proprie esigenze.
TAG:
prestiti
, frodi creditizie
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