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“Della banca non mi fido più”: il 60% degli italiani teme per i propri risparmi
“Della banca non mi fido più”: il 60% degli italiani teme per i propri risparmi
Un’indagine SuperMoney fotografa il crollo della fiducia nelle banche da parte dei risparmiatori italiani. Soltanto una persona su 4 si fida ancora del proprio istituto di credito.
di Gaia Passi 11 nov 2011 - ore 16:41
La crisi economica sta mettendo a dura prova i consumatori, sempre più preoccupati dal rischio di default: un’indagine condotta da SuperMoney News rileva che quasi il 60% di chi fino a pochi mesi fa riponeva fiducia nella propria banca oggi teme per i risparmi sul conto corrente. Una situazione che potrebbe degenerare in una “corsa allo sportello” per mettere al riparo i propri soldi.
Il rapporto tra banche e clienti, in Italia, non è mai stato idilliaco e la crisi sembra aver aggravato la situazione: quasi il 60% di coloro che fino a qualche mese fa riponevano piena fiducia nel proprio istituto di credito, oggi ha paura di veder evaporare i propri risparmi depositati in banca. Il rischio bancarotta preoccupa molti clienti che sembrano pronti a prelevare i propri soldi dai conti correnti dagli istituti di credito prima che la situazione peggiori ulteriormente. E’ quanto emerge dall’ultima inchiesta condotta da SuperMoney News, testata editoriale di SuperMoney - portale leader in Italia per il confronto di prestiti, conti correnti e conti deposito – che ha inviato un’indagine on line ad un campione di ventila utenti, chiedendo loro di rispondere alla domanda: “Ti fidi delle banche italiane? Ti senti sicuro a lasciare in banca i tuoi soldi?”.
I dati raccolti fotografano un pessimismo dilagante tra i risparmiatori: da una parte, c’è il 36,8% del campione che ha dichiarato di non essersi mai fidato del sistema bancario, a dimostrazione del fatto che, anche prima della crisi, in tanti sono sempre stati convinti che le banche si dedichino più alla speculazione che al sostegno di famiglie e imprese. Sul versante opposto ci sono coloro che, nonostante tutto, continuano a riporre le proprie speranze nel sistema bancario: poco più di un intervistato su quattro (27,8%). Il dato più interessante riguarda però tutti coloro che un tempo si fidavano mentre oggi, complice la generale incertezza economico finanziaria, non si fidano più: questa percentuale arriva al 56%.
A cosa è dovuta questa inversione di rotta? Proprio ora che i cittadini si sentono più indifesi di fronte alle difficoltà portate dalla crisi, le banche appaiono sempre più lontane dalla gente e attente ai propri interessi: titoli tossici, speculazioni sui derivati, spread in aumento, sono sono alcuni degli elementi che allontanano i risparmiatori dal sistema bancario. “Questa importante crisi di fiducia da parte dei risparmiatori rischia di dare il colpo di grazia al sistema finanziario italiano”, commenta Andrea Manfredi, Amministratore Delegato di SuperMoney. I più pessimisti, spiega, sembrano essere i piccoli risparmiatori, “che non hanno una conoscenza approfondita dei meccanismi macro economici e si sentono del tutto impotenti di fronte all’incertezza dei mercati e della situazione complessiva”.
Sebbene la situazione appaia grave agli occhi di tutti, è importante ricordare che il sistema mette a disposizione dei clienti degli istituti di credito degli strumenti di tutela, a cominciare dal FIDT, Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che in caso di default garantisce ogni depositante fino a 100 mila euro. Una garanzia che non sembra però rassicurare completamente i risparmiatori. La paura della bancarotta rischia così di provocare un “assalto agli sportelli” nel tentativo di mettere i propri risparmi al riparo. Non è certo questa la soluzione da percorrere: in un momento in cui le banche italiane hanno bisogno di ricapitalizzarsi, una fuga dei capitali privati potrebbe innescare un processo irreversibile.
Gaia Passi
Il rapporto tra banche e clienti, in Italia, non è mai stato idilliaco e la crisi sembra aver aggravato la situazione: quasi il 60% di coloro che fino a qualche mese fa riponevano piena fiducia nel proprio istituto di credito, oggi ha paura di veder evaporare i propri risparmi depositati in banca. Il rischio bancarotta preoccupa molti clienti che sembrano pronti a prelevare i propri soldi dai conti correnti dagli istituti di credito prima che la situazione peggiori ulteriormente. E’ quanto emerge dall’ultima inchiesta condotta da SuperMoney News, testata editoriale di SuperMoney - portale leader in Italia per il confronto di prestiti, conti correnti e conti deposito – che ha inviato un’indagine on line ad un campione di ventila utenti, chiedendo loro di rispondere alla domanda: “Ti fidi delle banche italiane? Ti senti sicuro a lasciare in banca i tuoi soldi?”.
I dati raccolti fotografano un pessimismo dilagante tra i risparmiatori: da una parte, c’è il 36,8% del campione che ha dichiarato di non essersi mai fidato del sistema bancario, a dimostrazione del fatto che, anche prima della crisi, in tanti sono sempre stati convinti che le banche si dedichino più alla speculazione che al sostegno di famiglie e imprese. Sul versante opposto ci sono coloro che, nonostante tutto, continuano a riporre le proprie speranze nel sistema bancario: poco più di un intervistato su quattro (27,8%). Il dato più interessante riguarda però tutti coloro che un tempo si fidavano mentre oggi, complice la generale incertezza economico finanziaria, non si fidano più: questa percentuale arriva al 56%.
A cosa è dovuta questa inversione di rotta? Proprio ora che i cittadini si sentono più indifesi di fronte alle difficoltà portate dalla crisi, le banche appaiono sempre più lontane dalla gente e attente ai propri interessi: titoli tossici, speculazioni sui derivati, spread in aumento, sono sono alcuni degli elementi che allontanano i risparmiatori dal sistema bancario. “Questa importante crisi di fiducia da parte dei risparmiatori rischia di dare il colpo di grazia al sistema finanziario italiano”, commenta Andrea Manfredi, Amministratore Delegato di SuperMoney. I più pessimisti, spiega, sembrano essere i piccoli risparmiatori, “che non hanno una conoscenza approfondita dei meccanismi macro economici e si sentono del tutto impotenti di fronte all’incertezza dei mercati e della situazione complessiva”.
Sebbene la situazione appaia grave agli occhi di tutti, è importante ricordare che il sistema mette a disposizione dei clienti degli istituti di credito degli strumenti di tutela, a cominciare dal FIDT, Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che in caso di default garantisce ogni depositante fino a 100 mila euro. Una garanzia che non sembra però rassicurare completamente i risparmiatori. La paura della bancarotta rischia così di provocare un “assalto agli sportelli” nel tentativo di mettere i propri risparmi al riparo. Non è certo questa la soluzione da percorrere: in un momento in cui le banche italiane hanno bisogno di ricapitalizzarsi, una fuga dei capitali privati potrebbe innescare un processo irreversibile.
Gaia Passi
TAG:
conto corrente
, presiti


piccolo risparmiatore
Le banche sono indifendibili! Questo articolo non è né fuori dal mondo né comunista! Quando vuoi un consiglio su come investire i tuoi soldi, nella maggioranza dei casi ti propongono prodotti che sono dei veri e propri "pacchi" e questo perchè al consulente non gliene frega nulla di soddisfare il cliente ma bensì le esigenze della banca e non esitano a proporti derivati e altri titoli spazzatura che ti fanno vincolare i soldi per anni per poi trovare meno di quello che hai investito. Quindi non è proprio il caso di fare paragoni con i lavoratori dipendenti che se trovano di meglio (ma oggigiorno questa è un'utopia), ma fanno più che bene a licenziarsi da una ditta che magari lo sfruttava. Quindi evita di scrivere simili idiozie che con i soldi frutto di anni di sacrifici e di lavoro NON si scherza!!!
consulente
a parte il contesto sociale dell'attuale momento dove la maggior parte degli intervistati non si fiderebbe neanche del fratello (io si')!!
c'e' da dire che mi sembra un articolo fuori dal mondo. Come se le banche sono la parrocchia! Cos'e' questa mentalita' comunista che tutto e' dovuto! PRIMA SI DA' e POI SI RICEVE ! ... questa e' la tradizione lombarda (e non sono leghista anche se a favore del federalismo). E' quello che di prezioso ci hanno insegnato i nostri cari.
Le Banche hanno sempre fatto i loro affari come tutti noi !! .. Sono in posizioni piu' privilegiate?? OK ! ecco perche dovrebbe esistere il Governo! Per creare competizione perche' se uno e' privilegiato e' perche' non ha competizione!
ma Voi avete mai pensato che un lavoratore dipendente (ora in italia la persona piu' incredibile che esista!!) puo' prendere e andarsene quando vuole da una posizione societaria lasciando in problemi grossi l'azienda e di consegueanza gli altri lavoratori? e quello non fa' gli interessi suoi?? Per VOi no!! solo le Banche e GLi imprenditori fanno gli interessi propri!! tuttI siamo uguali!! C'e' chi ha piu' intelligenza e si distingue e chi ne ha meno e preferisce non pensare!! POI invece ci sono quelli cui tutti dobbiamo combattere che sono i FURBETTI DEL QUARTIERE (come li chiama il grande Travaglio!!) e quelli vanno inseguiti, i quali studiano come metterci l'uno contro l'altro cosi' sopravvivono!
La societa' e' fatta a strati ed e' come il regno animale cioe' classista; il nostro intelletto in senso personale e collettivo (governo) deve solo dare ferme direzioni per eliminare gli iIMMORALI.