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Il mercato dell’auto va giù? Colpa di caro-rc auto e benzina alle stelle

La crisi sta colpendo duramente il mercato delle quattro ruote, che in ottobre ha registrato un calo di oltre il 5%. Il calo delle vendite dipende anche dall’aumento dei prezzi per mantenere le auto, a cominciare da assicurazione auto e carburante.

di Gaia Passi 4 nov 2011 - ore 17:57
L’ultima analisi del Centro Studi Promotor GL Events evidenzia un calo consistente delle immatricolazioni di auto. La crisi influisce negativamente sulle vendite di veicoli, su cui pesano anche i tanti rincari che hanno interessato il settore negli ultimi mesi, dall’aumento dell’Iva alle nuove accise sulla benzina, dai premi assicurativi in crescita alle tasse maggiorate.

Il mondo dei motori sta accusando i colpi della crisi: in ottobre il numero di immatricolazioni è diminuito del 5,49%, stando ai dati diffusi dal Centro Studi Promotor GL Events (Csp). Questo risultato non stupisce, se si considera il contesto europeo di generale instabilità e il clima di sfiducia che sempre più dilaga tra i consumatori; la contrazione del mercato ha però anche altre cause, che il Cps indica nella “crescita della pressione fiscale sull'auto, il caro carburante e il  caro assicurazione auto”. Tutti fattori che disincentivano l’acquisto di auto.

L’indagine effettuata dal Cps prende in considerazione le opinioni dei concessionari rispetto al mercato automobilistico in ottobre: l’81% dei venditori ritiene di aver consegnato un numero ridotto di veicoli, per l’87% anche il numero di ordini risulta in calo, così come il numero di potenziali clienti interessati all’acquisto di un’auto. La situazione non sembra purtroppo vicina ad un miglioramento, al contrario, il 55% dei concessionari è convinto che nei prossimi mesi la crisi del mercato si aggraverà ulteriormente.

Le vendite di quattro ruote diminuiscono in modo proporzionale all’aumento dei costi per mantenere una vettura. Nel corso del 2011 il comparto automobilistico ha subito molti rincari, resi noti dal Centro Studi Promotor: due aumenti di accise sui carburanti (a cui si somma un ulteriore aumento dal primo novembre), l'aumento dell'imposta sulle assicurazioni, l'aumento dell'imposta provinciale di trascrizione e l'aumento dell'aliquota Iva dal 20 al 21%. Un capitolo a parte riguarda i carburanti, che nei primi nove mesi 2011 hanno determinato un aumento di spesa del 15,4% e del prelievo fiscale del 6,8%, a fronte di un calo dello 0,5% dei consumi. Un altro tema più che mai caldo è quello delle assicurazioni auto, con i premi rc auto in continua crescita, che contribuiscono a trasformare l’auto in un bene di lusso per grandi fasce di popolazione, soprattutto giovani e anziani.

Per risolvere questa criticità, il Governo italiano si è impegnato a garantire una maggiore liberalizzazione del settore assicurativo, che in ultima analisi dovrebbe tradursi in prezzi più equi per i consumatori. A questo proposito, il Csp ha invitato le autorità deputate alla vigilanza sulla concorrenza ad un’azione “più incisiva per reprimere comportamenti non corretti, e che appaiono ancora più condannabili che in passato nell'attuale difficilissimo contesto economico”.

Nel frattempo, gli automobilisti si difendono come meglio possono dal caro-auto, per esempio utilizzando meno la macchina e rivolgendosi sempre più frequentemente alle assicurazioni su internet, una buona soluzione per risparmiare. Un aiuto per trovare le polizze auto più convenienti sul mercato arriva dal servizio di confronto rc auto di SoldiOnline e SuperMoney, che permette di valutare i preventivi di 20 assicurazioni on line e di ottenere un risparmio fino a 500 euro sul premio. Tra le società considerate ci sono sia le compagnie tradizionali come Allianz, Unipol, Fondiaria SAI e così via, sia le compagnie dirette come Direct Line, la prima azienda a introdurre il sistema di vendita via telefono e web, Zuritel, compagnia diretta del Gruppo Zurich e tante altre.


Gaia Passi

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