Provvigioni: le ragioni degli agenti immobiliari
E’ polemica dopo l’inchiesta dell’associazione Altroconsumo sulle prestazioni degli agenti immobiliari, rispondono le associazioni di categoria.
“Riteniamo l’inchiesta non rappresentativa della realtà, in quanto – dichiara il Presidente nazionale Fiaip Paolo Righi – il campione in oggetto non tiene conto della realtà del variegato mondo delle agenzie immobiliari italiane, che si distinguono tra quelle che fanno capo al mondo del franchising e quelle a conduzione singola del professionista. Inoltre l’inchiesta è stata svolta solo in alcuni capoluoghi di Regione mentre la maggior parte delle 32.000 agenzie immobiliari italiane risiede nelle province e nei piccoli comuni, dove l’economia dell’immobiliare è totalmente diversa dai capoluoghi di Regione.”.
Mentre il presidente Anama, Paolo Bellini risponde al dato dell’inchiesta sul real estate che riporta che il 97% degli agenti contattati chiede la provvigione da entrambe le parti, ricordando che “è il codice civile che lo stabilisce! E poi una ragione c’è: quella di rendere il mediatore arbitro dell’affare, equidistante sia dal venditore che dall’acquirente. Sul mercato di alto livello professionale ci sono agenti che chiedono il 5% di provvigione al venditore e il 3% all’acquirente, con la consapevolezza di chi deve investire in pubblicità, in servizi, in consulenze esterne e in mezzi per raggiungere l’obiettivo”. Quanto alle prestazioni, invece, il presidente dell’Anama concorda con Altroconsumo: “un agente immobiliare moderno e serio fornisce prestazioni e servizi completi, che vanno dalla commercializzazione, all’assistenza, dalle visure ai rapporti con gli altri consulenti, per giungere al rogito notarile sereni e preparati, emettendo le relative fatture di provvigione”.







