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Biglietteria chiusa: bisogna fare l'autodenuncia al capotreno

Eg. Avv. Marco La Montagna, il giorno 2 agosto non ho potuto fare il biglietto prima di salire in treno  perchè la biglietteria della stazione era chiusa (cosa quasi abituale) e il bar-tabacchi della stessa non aveva biglietti. Sono salita in treno  tranquillamente sapendo che in questi casi viene concesso il pagamento del  biglietto durante il percorso con una eventuale piccola sopratassa. Il controllore alla mia richiesta ha contestato il fatto che non lo avessi cercato  appena salita in treno e mi ha chiesto i documenti (cosa da me ampiamente contestata poichè viaggiando per i restanti 11 mesi dell’anno con abbonamento non ne ero proprio a conoscenza). Mi è stato rilasciato un biglietto con: nome, cognome, n. di treno, data e tariffa “senza prezzo”. Oggi ho ricevuto un invito di pagamento per ben 107,57 euro che così recita: Il sig….matr… preposto  all’attività di controlleria il giorno..sul treno… in prossima della stazione  ecc. ha accertato a carico di ecc. l’irregolarità di viaggio di cui all’art.23 DPR 753 11/7/80, ACCERTATA CON PROCESSO VERBALE N. Premesso che non ho ricevuto alcun verbale in merito, e che non essendomi neanche stata notificata la somma al momento della contestazione verbale, non vedo come avrei potuto pagare entro i 15 giorni; è da ritenersi regolare una simile multa (dovrebbe essere stata di 50 euro) e va quindi pagata subito (ho solo 15 giorni di tempo, poi avrei un aggravio di 7,66 euro fino al 60°giorno) o può essere contestata? Se si, con quale modalità? La ringrazio anticipatamente per qualsiasi illuminazione!

La risposta al suo quesito è tutta contenuta nell’art. 23 dpr 753/80 di cui all’invito di pagamento che ha ricevuto. Ed infatti: “I viaggiatori devono prendere posto nei treni o veicoli già muniti di regolare biglietto o altrovalido titolo di viaggio (…)”. Se, anche a fronte di un legittimo motivo, si sale sul treno senza biglietto: “può essere ammessa la regolarizzazione in corso di viaggio secondo quanto stabilito, per le ferrovie dello Stato, dalle condizioni e tariffe per il trasporto delle persone su dette ferrovie”.

Tale regolarizzazione, però, deve avvenire su “autodenuncia” del viaggiatore il quale, sprovvisto di biglietto si rivolge al capotreno chiedendo di pagarlo con un sovraprezzo. Lei, invece, ha aspettato che il controllore la trovasse sprovvista di titolo. In questo caso l’art. 23 prevede due ipotesi: a) che lei venga multata e fatta scendere dal treno alla prima fermata utile oppure b) che, previa identificazione (ecco il perché della richiesta di documenti), le venga consentito di raggiungere la sua destinazione, salvo – in ogni caso – il pagamento della sanzione. Il controllore si è limitato ad applicare in modo inflessibile l’articolo 23 cit., senza però commettere nulla di illegittimo. Il verbale lei lo ha già in copia ed è quello che ha chiamato “biglietto senza prezzo”.

Le ricordo, tralatro, che le sanzioni pecuniarie sono state recentemente aumentate del doppio dalle FS, rispetto al precedente regime. Pertanto, nel caso di specie, credo ci sia poco da fare. Per quanto viceversa concerne la tempestività dell’oblazione da lei dovuta non si preoccupi: i quindici giorni decorrono dalla ricezione dell’invito di pagamento.

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1 Commento

Una risposta a “Biglietteria chiusa: bisogna fare l'autodenuncia al capotreno”

  1. Mariagrazia Zuddas dice:

    28 feb 2011 alle 19:46

    Ho letto la disabvventura della persona salita sul treno senza biglietto, sanzionana per effetto dell’art. 23 DPR 753/80.
    Mui figli liceale si è accorto in treno, di aver perso l’abbonamento del treno, che prende ogni giorno per andare a scuola per otto mesi all’anno.
    Non potendo dimostrare di essere abbonato ( purtroppo questi abbonamenti non sono nominali,quindi non è dimostrabile il loro acquisto) nonostante la assiduità della frequenza, è stato multato dal controllore. Non avendo con sè 50€ a disposizione ( quale quindicenne viaggia con tale cifra mentre va a scuola?) per il regolamento immediato, gli è stato detto a voce che avrebbe dovuto comunque pagare tale multa entro 15 gg. Non gli è stata rilasciata alcuna notifica. A distanza di qualche mese è arrivata per posta una richiesta ( la prima) di pagamento di oltre 100 €, con il cognome scritto erroneamente. Alla mia affermazione di non conoscere tale nominativo, sia verbale ( nella sede Trenitalia della città dove mio figlio si reca a studiare) sia per lettera, come sugegrito dallo stesso impiegato, è giunta una richiesta di pagamento di oltre 200€, con il nominativo questa volta corretto. Ddevo pagare e tacere , o posso chiedere giustizia?


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