Tutte le strade portano alla sostenibilità, si potrebbe dire. E in effetti sono infinite le possibilità a disposizione delle aziende che davvero, cioè seriamente, con costanza, con attenzione, ascoltando i famosi stakeholder per trovare punti di equilibrio percorribili, intendono impegnarsi per rivedere da cima a fondo il proprio business in chiave sostenibile.
Prendiamo gli acquisti. O, meglio, il green procurement o sustainable procurement, nome con cui ci si riferisce a livello internazionale all’integrazione della sostenibilità nei processi di acquisto.
Beh, ascoltando gli interventi del convegno che si è tenuto nei giorni scorsi a Milano, Acquisti & Sostenibilità Day, mi son reso conto che si tratta di un terreno sconfinato. E ci sono molte aziende che stanno facendo cose importanti, un impegno concreto.
Nell’occasione è stata presentata una ricerca che intendeva verificare fra le società quotate in Italia se e quanto questa tematica viene considerata. Se c’è un responsabile, una figura dedicata al sustainable procurement. Quali sono gli strumenti con cui un’azienda agisce in quest’ambito per promuovere comportamenti responsabili e sostenibili nella supply chain.
Fra le tante cose emerse, una mi è parsa di particolare rilevanza ed è questa. Lo strumento che le aziende scelgono per integrare la sostenibilità nei processi d’acquisto è sempre più quello delle clausole contrattuali. Potrebbe sembrare una cosa scontata, invece non lo è. Perché si possono usare anche altri strumenti per ottenere questo obiettivo, ad esempio i codici etici, le policy. Invece le aziende stanno scegliendo questa strada essenzialmente per un motivo: se una clausola non viene rispettata, il contratto si può rescindere.
Mi sembra molto efficace: se non sei sostenibile, caro il mio fornitore, sappi che il tuo contratto può diventare carta straccia, per cui devi fare attenzione agli aspetti della sostenibilità come a tutti gli altri aspetti del contratto. Vorrei sapere se solo venti o anche quindici anni fa c’erano già clausole legate alla sostenibilità nei contratti di fornitura delle grandi aziende. Magari c’erano, in qualche caso, ma oggi sembra che stia diventando una vera e propria tendenza.





