Catricalà: subito una legge sul massimo scoperto
Oltre a Bankitalia, anche l’Antitrust, per bocca del presidente Catricalà, tira le orecchie alle banche per quel che riguarda le nuove commissioni introdotte in “sostituzione” di quelle relative al massimo scoperto, revocate per legge.
“Le banche hanno approfittato di un buco normativo che va coperto” ha detto il presidente Antonio Catricala’, durante un convegno organizzato in occasione del ventennale dell’Autorita’, in merito al commissione di massimo scoperto applicata sui conti correnti.
“Non so se siamo stati troppo severi nel giudicare queste commissioni di massimo scoperto ma i dati sono dati e quelli presentati giorni fa da Bankitalia in Senato, sono i nostri”. Sulla commissione di massimo scoperto “eravamo tutti d’accordo che era inaccettabile” e che “andavano abolite ma, dopo che c’e’ stata una legge che le ha abolite completamente, la sostituzione con altri meccanismi ha portato l’80% dei risparmiatori in una situazione peggiore, deteriore”.
“Non e’ possibile che se un cliente va in rosso per 1 euro e’ costretto a pagare fino a 15 volte di piu’ di quello che pagava con la commissione di massimo scoperto. Mi pare inaccettabile e occorre che il Parlamento intervenga”.
Nel dettaglio, ha spiegato Catricala’ “non si puo’ far pagare di piu’ chi va occasionalmente in rosso rispetto a quelli che vanno sistematicamente in rosso con i fidi“. “Ci vuole un tasso particolare, non eclatante per chi va occasionalmente in rosso altrimenti ci sara’ un atteggiamento opportunistico e non virtuoso da parte delle banche”.
E’ vero, le banche hanno introdotto nuove commissioni che in alcuni casi si sono rivelate addirittura penalizzanti rispetto alle precedenti commissioni di massimo scoperto. Se consideriamo che l’industria bancaria è alla ricerca spasmodica di nuove fonti di ricavo, per mantenere una certa marginalità positiva sul conto economico, che è molto sotto pressione per l’ attuale livello degli incagli e delle sofferenze, è normale che si vogliano introdurre voci che permettano di recuperare quanto perduto.
Sarebbe giusto tuttavia un atteggiamento più uniforme (in modo che le commissioni siano più facilmente confrontabili da istituto ad istituto) e un calcolo indicativo che permetta al cliente, soprattutto a quello più virtuoso (quello che non è sempre al limite del fido, per intenderci) di non avere commissioni penalizzanti rispetto alle precedenti.

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