Vivere di rendita finanziaria
Prudenza e oculatezza sono i principi base, obbligazioni e previdenza complementare gli strumenti
di Marco Delugan 16 mar 2011 - ore 10:41Rendita pensionistica: come e quanto investire in previdenza complementare?
In previdenza complementare è meglio investire, secondo me, fino al limite massimo detraibile dal reddito imponibile, che è di 5.164,57 euro l’anno. Non di più, anche perché dei risultati dell’investimento in previdenza complementare si potrà godere solo dopo i 65 anni di età, o comunque quando si andrà effettivamente in pensione anche per lo Stato. Il vantaggio fiscale è enorme e quindi ne vale la pena. Un lavoratore dipendente può anche avere il contributo del datore di lavoro, così il vantaggio è ancora maggiore, e poi sul rendimento dell’investimento la trattenuta fiscale inferiore a quella normalmente imposta sulle altre forme di rendita finanziaria, e tutto contribuisce ad aumentare il capitale disponibile a scadenza.
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Le forme previdenziali assicurative?
Non facciamo regali agli assicuratori. Perché quello assicurativo a scopo previdenziale è un investimento che da veramente poche garanzie. Una volta avevi il vantaggio di decidere: mi fisso la rendita oggi che son giovane, quando stipulo il contratto, e se poi la vita media delle persone si allunga, io ho la mia rendita assicurata, comunque. Oggi queste polizze non esistono più, perché il coefficiente di conversione del capitale in rendita, da cui dipende quanto prenderai, dato il capitale versato, viene stabilito solo nel momento in cui effettivamente cominci a riceverla. Quindi, quando si stipula il contratto con l’assicurazione e si comincia ad accantonare, non si sa quale sarà il livello del coefficiente, e quanto prenderai. Il coefficiente di conversione, che è basato sulla così detta speranza di vita, quanto cioè si pensa che la vita media possa durare, cambia molto nel tempo. Chi ha sottoscritto una polizza 30 anni fa, ad esempio, ha ottenuto un coefficiente del 7% circa, chi dovesse iniziare oggi a ricevere una rendita assicurativa oggi avrebbe un coefficiente del 4,5% circa. L’incertezza sul livello del coefficiente di conversione esiste anche per la previdenza complementare, e per quella pubblica. Ma la previdenza complementare ha i vantaggi che abbiamo visto prima, e l’Inps è comunque molto più generosa delle altre “fonti” di previdenza. Se vogliamo vivere di rendita, la pensione Inps è la fonte più importante.
Come dovrebbe investire chi volesse ritirarsi dl lavoro prima di andare in pensione?
Se uno, oltre ai 5000 che dedica alla previdenza complementare ha qualcos’altro, con quel qualcos’altro potrebbe costruirsi un capitale che diventi disponibile tra il 60esimo e il 65esimo di età. Allora, se fossi io a fare questa scelta, punterei sugli zero coupon bond, le obbligazioni senza cedola, di cui si conosce già la scadenza che dovrà essere vicina alla data in cui si pensa che le risorse messe da parte serviranno. Gli zero coupon hanno diversi vantaggi: a parità di scadenza e di rischio sono quelli che danno il rendimento più elevato; e nel momento in cui si inizia si sa quanto sarà il capitale finale. Magari compri oggi a 50 qualche cosa che varrà 100 tra vent’anni, e domani lo comprerai a 51 e così via: sono i versamenti che si adatteranno al capitale, e non viceversa. Si può anche dire che ci si fa una rendita a prestazione definita, mentre quasi tutte le rendite sono a contribuzione definita. Sul mercato se ne trovano di tutti i tipi, uno deve fare un po’ di selezione in base alle garanzie, alla sicurezza, eccetera. Ci sono zero coupon sia di stati che di aziende. Ma quelli emessi dallo Stato non sono a lunga scadenza.
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Conteggi che non tornano
Ho provato a rifarmi il conteggio riportato nell'articolo ma non mi riescono a tornare le stesse conclusioni.
Partendo da un capitale di 700.000 euro che ipotizzo avere un rendimento netto (già dedotta l'inflazione) dell'1% e consumandone 30.000 all'anno per vivere, lei dice che il capitale si azzera dopo 21 anni.
A me i conti non tornano e il capitale mi risulta durare per circa 26-27 anni.
Mi può spiegare meglio su che basi e in che modo ha fatto il conteggio ?
Grazie
R: Conteggi che non tornano
La rendita di 30.000 Euro dev'essere intesa in potere d'acquisto, cioè crescente ogni anno del tasso d'inflazione, in modo tale che ogni anno si possano acquistare le stesse quantità di beni.
Se fa i calcoli in questo modo vedrà che i conti tornano.
Cordiali saluti
R: Conteggi che non tornano
Anche a me (se ti serve saperlo (:-) ) torna la stessa cifra (cioè, con i dai da te elencati, la durata di 700.000 € è di 26.5 anni)
(se servisse a qualcuno, avevo spedito qui :
http://www.segretibancari.com/consulenza/performance-vivere-di-rendita/
il file di excel con questo semplice conteggio)
ma perché il prof. Beppe Scienza...
Mi sembra che questa analisi sia un pò troppo superficiale dal punto di vista numerico. ad es il Prof. Beppe Scienza sostiene che il vantaggio fiscale si riduce a percentuali esigue nell'arco della vita lavorativa.
Inoltre non si tiene conto che i fondi pensione vengono gestiti dalle stesse sgr che hanno distrutto valore ai risparmiatori con i fondi comuni; e che dire delle normative (vantaggi)fiscali che potrebbero essere cambiate dal/i governi ? Lasciamo perdere poi i coefficienti di conversione ed i costi da sostenere durante l'erogazione della rendita pensionistica.
Perché Soldionline non chiede a Beppe Scienza di scrivere un articolo esplicitando con i numeri sull'argomento i vantaggi e svantaggi ? Per assurdo i vantaggi li ha chi ha un reddito elevato e non le fasce basse; alla faccia di quello che politici e sindacati (incompetenti) raccontano
R: ma perché il prof. Beppe Scienza...
La risposta è un po’ lunga ma le questioni che pone sono tante.
Credo che lei faccia un po’ di confusione. Il Prof. Scienza, che conosco e che ammiro, nelle sue analisi fa spesso il confronto tra accantonamenti nel TFR e fondi pensione, quindi tra versamenti in uno strumento a rendimento, almeno parzialmente, garantito e un altro che di garanzie ne dà molte meno. Ognuno può condividere o meno il ragionamento del Prof. Scienza, qui però le problematiche sono diverse. Il TFR non c’entra niente. La domanda a cui dobbiamo rispondere è: “a parita di rischio, è più conveniente investire i propri risparmi per la pensione tramite uno strumento a fiscalità privilegiata, oppure no?” A mio avviso, la risposta è: “sì, gli accantonamenti conviene farli nei fondi pensione per l’importo che lo stato permette di dedurre dal reddito, oltre è meglio seguire altre strade”.
Visto che a lei piacciono i numeri vediamo perché: ipotizziamo un 35enne che accantona 2.000 euro l’anno per un capitale o una rendita che vorrà percepire al 65° anno di età. Con un reddito annuo inferiore ai 15.000 Euro avrà un’aliquota marginale IRPEF del 23% e godrà di un risparmio fiscale di 460 Euro (2.000*23%) a partire dall’anno successivo a quello del versamento.
In queste ipotesi, tenendo conto delle agevolazioni fiscali durante i versamenti e delle imposte da pagare al momento della riscossione, considerando un rendimento lordo del 3% all’anno, avrà a disposizione al 65° anno di età 83.923,49 Euro netti provenienti dal fondo pensione e a 66 anni altri 21.143,21 derivanti dal risparmio fiscale che si è ipotizzato investirlo allo stesso tasso del 3%. In totale quindi 105.066,70 Euro.
Nelle stesse ipotesi, investendo i risparmi in altro modo alla scadenza si otterrebbero 91.927,01 Euro netti, circa 13.000 Euro in meno.
A reddito maggiore corrisponde un maggior risparmio fiscale e quindi una differenza tra le due ipotesi più elevata. Perciò i vantaggi li hanno sia le fasce basse, sia i redditi elevati anche se in misura maggiore.
Per quanto riguarda la gestione del fondo pensione, essa può essere scelta a proprio piacimento, ci sono gestori e gestori, italiani o meno, più o meno costosi. Selezionando con attenzione si possono risparmiare molte commissioni e avere buoni rendimenti.
Infine, lei dice che i vantaggi fiscali potrebbero essere modificati dai governanti, che come li hanno offerti li possono anche togliere. E allora? Intanto sfruttiamo ciò che ci viene dato, in seguito vedremo. Non vorrà fare come chi, cercando il miglior computer al prezzo più basso, sta ancora scrivendo con penna e calamaio?
Cordiali saluti