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Fondi Pensione: cosa sono e come sceglierli

Lo strumento principale della previdenza integrativa

di Paolo Tirabassi 16 lug 2010 - ore 11:40
Quella dello stato non basta più. Così, per evitare di ritrovarsi con un reddito troppo basso, è saggio pensare a investire parte del proprio reddito in un Fondo Pensione. In questo articolo vediamo cosa sono, come funzionano, e come scegliere il più adatto alle proprie esigenze.

Cosa sono i Fondi Pensione


I Fondi Pensione sono una possibile risposta al “gap previdenziale”, il fenomeno per cui il reddito che molti otterranno dalla previdenza obbligatoria – la pensione – sarà inferiore al reddito conseguito negli ultimi anni dell’attività lavorativa, autonoma o dipendente che sia. Sono finalizzati ad affiancare una seconda rendita a quella prodotta dalla previdenza obbligatoria.

L’adesione ad un Fondo Pensione è libera ma una caratteristica l’accomuna alla previdenza obbligatoria: la contribuzione avviene durante l’attività lavorativa ed il trattamento integrativo viene erogato soltanto una volta maturati i requisiti per la pensione.

Il titolare di una posizione individuale presso un Fondo Pensione potrà tuttavia ottenere - a determinate condizioni relative a spese sanitarie, prima casa e “ulteriori esigenze” - anticipazioni e riscatti.

Vi è però una differenza fondamentale tra le due realtà: il sistema obbligatorio è “a ripartizione”, mentre i Fondi Pensione costituiscono un sistema previdenziale “a capitalizzazione”.

Nella previdenza obbligatoria i contributi di tutti sono la fonte delle pensioni di tutti, secondo le norme vigenti. Nella sostanza i pensionati di oggi sono pagati con i contributi dei lavoratori di oggi. E’ evidente che gli squilibri demografici ed economici possono provocare problemi di solvibilità a questo sistema: se a versare sono in pochi, o con redditi bassi, e a godere la pensione sono in molti, con trattamenti elevati, il sistema va in perdita e lo Stato deve ripianare, se può, oppure aumentare i contributi, alzare l’età della pensione e ridurre le rendite.

Il sistema “a capitalizzazione” che regge i Fondi Pensione, invece, prevede che con i contributi di ciascun soggetto vengano acquistate attività, finanziarie o reali, destinate a lui solo. Il denaro che io accantono nel Fondo Pensione è investito per me e sarà utilizzato per me. Il vantaggio è che non devo contribuire all’integrazione pensionistica di nessuno, lo svantaggio è che nessuno contribuirà alla mia: essa corrisponderà alla trasformazione in rendita del capitale che io ho accumulato e di quello soltanto, quale che sia il risultato.

Tipologie di fondi pensione


I Fondi Pensione sono di due tipi, i Fondi Pensione di Categoria o Negoziali o Chiusi (FPC) ed i Fondi Pensione Aperti (FPA). I primi sono istituiti mediante accordi collettivi, anche aziendali, promossi dai sindacati. Hanno la forma di associazione senza fini di lucro, riconoscono un ruolo alle parti sociali e sono governati secondo il principio della democrazia rappresentativa.

I Fondi Pensione Aperti, invece, non hanno origine da accordi fra le parti sociali, bensì nascono dall'iniziativa unilaterale degli operatori finanziari abilitati per legge: Compagnie di Assicurazione, Banche, Sim e società di gestione del risparmio. E’ l'ente gestore ad operare in autonomia tutte le scelte relative alla vita del fondo.

Contribuzione ai Fondi Pensione e TFR


La contribuzione ai FPC è costituita dal trattamento di fine rapporto maturando del lavoratore dipendente, dai versamenti del lavoratore stesso e da quelli dell'azienda. Il TFR è la somma che spetta al lavoratore dipendente al termine del lavoro in un'azienda. Conferendo al Fondo Pensione il TFR maturando - non quello già maturato - si attiva appunto la previdenza integrativa, con una scelta oggi irreversibile.

Il TFR rappresenta il 6,91% della retribuzione lorda e, se non è conferito al fondo, viene rivalutato tutti gli anni del 75% dell'indice ISTAT +1,5%. Il contributo del lavoratore, invece, viene trattenuto dalla busta paga. I fondi negoziali spesso ne fissano un limite minimo e massimo in percentuale della retribuzione lorda.

Ove venga versato il contributo del lavoratore, gli accordi in genere prevedono che l’azienda versi anch’essa un contributo, che normalmente varia tra l'1 e il 2% della retribuzione lorda. Questo contributo può essere considerato un vero e proprio benefit rispetto alla retribuzione già percepita. Il lavoratore dipendente può aderire anche ad un FPA ma di rado, in questo caso, avrà diritto alla contribuzione a carico dell’azienda. Lavoratori autonomi e liberi professionisti possono aderire soltanto ai FPA, con contribuzione totalmente a proprio carico.

Fasi attività Fondi Pensione


Le fasi di attività del Fondo Pensione possono essere così schematizzate:
  1. Fase di contribuzione, durante la quale i contributi vengono versati al fondo e accreditati sulle posizioni individuali di ciascun aderente;
  2. Fase di gestione durante la quale le risorse complessive del fondo (contributi ed interessi maturati) vengono investite tramite i soggetti a ciò abilitati: banche, compagnie di assicurazione, SIM o SGR. La fase di contribuzione e la fase di gestione generalmente sono contemporanee e danno vita alla c.d. fase di accumulazione, che funziona in base al principio della capitalizzazione individuale. Ogni lavoratore che aderisce al Fondo Pensione ha un proprio "conto" individuale, distinto da quello degli altri lavoratori.
  3. Fase di erogazione durante la quale, in presenza dei requisiti stabiliti dalle norme vigenti, il Fondo Pensione pagherà le prestazioni o sotto forma di sola pensione o sotto forma di solo capitale ovvero sotto forma di mix tra pensione e capitale. Le prestazioni finali dipenderanno dall'importo dei versamenti e dai rendimenti ottenuti.

Fisco e Fondi Pensione


L’adesione ad un Fondo Pensione è assistita da uno speciale regime fiscale. I contributi versati in aggiunta al conferimento del TFR sono deducibili fino a 5.164,57 Euro. Per quanto concerne le prestazioni finali, è prevista l’applicazione di una ritenuta del 15% che può però diminuire dello 0,3% ogni anno dopo il quindicesimo anno di partecipazione alla forma complementare. La ritenuta non può comunque essere inferiore al 9%.

In prospettiva potrà essere interessante anche il trattamento fiscale dei rendimenti finanziari ottenuti durante il periodo di accumulazione del montante. E’ prevista, infatti, la tassazione con imposta sostitutiva dell'11% contro un’aliquota generale del 12,5%.

Come scegliere il Fondo Pensione


Il primo tra i criteri di scelta tra i diversi Fondi Pensione è il complesso dei costi diretti ed indiretti che gravano sul capitale conferito al fondo pensione. Nei FP possono esistere diverse tipologie di oneri sia a carico dell'aderente sia a carico del fondo. I primi vengono prelevati dai versamenti effettuati e riducono il numero di quote del Fondo in possesso del lavoratore. I secondi sono prelevati dal patrimonio di ciascuna linea d'investimento con l'effetto di ridurre, invece, il valore della quota, e quindi incidono in modo indiretto.

Un secondo criterio è il complesso delle caratteristiche della società di gestione: la sua storia, l’esperienza specifica, il patrimonio complessivo raccolto dal fondo pensione, la distribuzione del prodotto.

Un terzo criterio è l’ampiezza della scelta tra diverse linee di investimento offerta dal fondo pensione e l’effettiva diversificazione tra le politiche di investimento delle linee stesse. Nell’arco di un periodo pluridecennale i mercati finanziari conosceranno sicuramente fasi di rialzi dei titoli azionari ed altre di movimenti contrari. Lo stesso per i mercati obbligazionari. Sarà allora determinante rivedere periodicamente l’asset allocation del montante, potendo scegliere tra valide alternative.

Un quarto criterio è la qualità della gestione delle diverse linee di investimento, ossia la capacità del gestore di ottenere performance vicine al benchmark di investimento dichiarato. Essa deve essere analizzata su differenti archi temporali.

Infine occorre avere riguardo all’offerta di opzioni relative all’erogazione della rendita: possibilità di ottenere una rendita reversibile, possibilità di ottenere una rendita certa per un dato numero di anni, ecc. Un esame approfondito sarà fatto prima della sottoscrizione.

Per approfondimenti:

Calcolo e destinazione del TFR

I vantaggi fiscali della previdenza

Il gap previdenziale

Come andare in pensione più tardi e con più soldi?

Tfr vs. fondi pensione


Paolo Tirabassi
info@studiotirabassi.it


logonafopArticolo a cura della
associazione nazionale dei consulenti indipendenti fee only – NAFOP

Commenti dal 1 al 1
(1)

DANILO BERTOLDO sabato, 17 luglio 2010

piccolo imprenditore

Buon Lavoro a tutti, io preferisco farle un quesito :
Mia moglie è dal 28 Marzo 2010 che ha i requisiti per la liquidazione dei Fondi Pensione che privatamente abbiamo acquistato , in parte dalla Banca UNICREDIT in parte da Banca INTESA, ad oggi 17 Luglio 2010 non sono ancora stati accreditati in conto corrente.
Mi puo spiegare il perchè di questa lungaggine ?
Poi Le sapro dire se hanno reso qualcosa, O SE E' SOLAMENTE UNA PRESA PER I ....,
Grato della Sua risposta, La ringrazio e Le invio Cordiali Saluti.

DANILO BERTOLDO CELL 345 8094235 E@ : bertoldo.danilo@virgilio.it

P.S.) Nessuna intenzione da parte mia di Urlare, ma è semplicemente una richiesta e poi seguirà eventuale Commento e stia tranquillo che non sono il tipo che urla.

n° 1
Paolo Tirabassi lunedì, 19 luglio 2010

R: piccolo imprenditore

Gent.mo Sig. Bertoldo,
è impossibile darLe una risposta certa senza vedere i documenti contrattuali dei prodotti che Lei ha sottoscritto.
Tuttavia il fatto che essi siano più di uno e siano collocati da due banche conorrenti mi suggerisce l'ipotesi che non si tratti di Fondi Pensione, ma di Piani Individuali di Previdenza o addirittura di prodotti che di previdenziale hanno magari il nome - o le argomentazioni di vendita - ma non la natura.
Questi diversi prodotti possono avere una durata libera, non collegata ai requisiti pensionistici della previdenza obbligatoria.

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