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Manovra Monti, riassunto delle puntate precedenti

Si attende il voto del Senato per l’approvazione definitiva del “Decreto Salva Italia”. Ma dopo il maxi-emendamento la manovra dovrebbe passare senza grosse difficoltà.

di Nicola Marsella 20 dic 2011 - ore 10:13
Dopo il voto di fiducia ottenuto alla Camera dei Deputati il 16 dicembre 2011, si attende il voto del Senato per l’approvazione definitiva del “Decreto Salva Italia”. Sicuramente non ci saranno novità sull’esito della votazione in Senato, in quanto dopo la presentazione del maxi-emendamento da parte del Governo che ha modificato “in meglio” la prima versione del Decreto, i partiti che appoggiano il Governo Monti voteranno a favore.

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Questa manovra è stata definita necessaria per salvare l’Italia, ma sono in tanti, in primis i sindacati, attraverso diversi scioperi, a criticare in maniera forte le misure previste, in quanto vengono considerate non eque. La manovra produrrà i suoi principali effetti a partire dal 2012, ma alcuni sono da subito percepibili, basti pensare all’aumento della benzina.

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Aumento tasse locali - Dopo l’approvazione definitiva del decreto, per l’applicazione di alcune misure, la mano passa ai Comuni e alle Regioni che dovranno modificare e aggiornare il bilancio preventivo dell’anno 2012: si pensi alla reintroduzione dell’ICI (dal 2012 IMU) sulla prima casa, alla nuova aliquota sulle seconde case pari al 7,6 per mille (che può essere aumentata e ridotta del 3 per mille), alla nuova aliquota per le addizionali regionali Irpef (aumentata dello 0,33%). Il compito non sarà certo facile perché sarà difficile far quadrare i conti e per cui, probabilmente, il termine per la presentazione del bilancio preventivo 2012 sarà oggetto di proroga. Infatti, oltre alla stangata sull’IMU, che colpirà soprattutto i cittadini dei Comuni che avevano aliquote ICI più basse, potrebbero verificarsi nuovi rincari sulle tariffe dei servizi locali (trasporti compresi).

Aumento dell’Iva - Da non dimenticare che da settembre 2012 ci sarà l’aumento dell’IVA di 2 punti percentuali sulle aliquote del 10% e del 21%, che comporta, oltre ad un probabile impatto negativo sui consumi, all’aumento dei costi telefonici, da aggiungersi a quelli già previsti di gas e luce.

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Esenzione imposta di bollo - E’ stata presa di buon occhio la norma sull’esenzione dall’imposta di bollo (34,20 euro) sui conto correnti delle persone fisiche con giacenza media annua al di sotto di 5 mila euro: questa norma permetterà ai pensionati di farsi accreditare la pensione, visto il limite di 500 euro per i pagamenti in contanti della pubblica amministrazione, aprendo un conto corrente a “basso costo”, rispettando il limite previsto sulla giacenza. La norma sui limiti ai pagamenti in contanti della pubblicazione amministrazione si associa a quella generale prevista sulla limitazione dell’uso del contante fissata, a partire dal 6 dicembre 2011, a 1.000 euro, al fine di contrastare l’evasione fiscale. 

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Riforma pensioni
- Per quanto riguarda le pensioni, la protesta non si è attenuata anche dopo le modifiche apportate al testo iniziale (Le pensioni del Governo Monti): l’indicizzazione è garantita, almeno per il 2012, per le pensioni definite minime (circa 1.400 euro); l’aumento dell’età pensionabile, almeno per i nati del 1952, può essere più flessibile e la penalizzazione per chi va prima in pensione, in alcuni casi, è ridotta. Si precisa che per coloro i quali abbiano maturato i requisiti pensionistici (ad esempio 40 anni di contributi) entro il 31 dicembre 2011 si applicano le vecchie norme e non  quelle previste dalla manovra.

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I dubbi sull’equità della manovra - Le disposizioni del decreto relative alla tassazione del patrimonio all’estero (IMU sugli immobili all’estero nella misura del 7,6 per mille, imposta di bollo sui depositi all’estero e sul c.d. anonimato), delle pensioni d’oro (contributo di solidarietà del 15% sulle pensioni eccedenti i 200.000 euro), sul lusso (auto e barche), vengono considerate dall’opinione pubblica non sufficienti per rendere più equo il decreto, visti i provvedimenti che invece incideranno sulle famiglie.  

Nicola Marsella

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