Manovra Monti, riassunto delle puntate precedenti
Si attende il voto del Senato per l’approvazione definitiva del “Decreto Salva Italia”. Ma dopo il maxi-emendamento la manovra dovrebbe passare senza grosse difficoltà.
di Nicola Marsella 20 dic 2011 - ore 10:13LEGGI ANCHE: Le novità del “Decreto Salva Italia”
Questa manovra è stata definita necessaria per salvare l’Italia, ma sono in tanti, in primis i sindacati, attraverso diversi scioperi, a criticare in maniera forte le misure previste, in quanto vengono considerate non eque. La manovra produrrà i suoi principali effetti a partire dal 2012, ma alcuni sono da subito percepibili, basti pensare all’aumento della benzina.
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Aumento tasse locali - Dopo l’approvazione definitiva del decreto, per l’applicazione di alcune misure, la mano passa ai Comuni e alle Regioni che dovranno modificare e aggiornare il bilancio preventivo dell’anno 2012: si pensi alla reintroduzione dell’ICI (dal 2012 IMU) sulla prima casa, alla nuova aliquota sulle seconde case pari al 7,6 per mille (che può essere aumentata e ridotta del 3 per mille), alla nuova aliquota per le addizionali regionali Irpef (aumentata dello 0,33%). Il compito non sarà certo facile perché sarà difficile far quadrare i conti e per cui, probabilmente, il termine per la presentazione del bilancio preventivo 2012 sarà oggetto di proroga. Infatti, oltre alla stangata sull’IMU, che colpirà soprattutto i cittadini dei Comuni che avevano aliquote ICI più basse, potrebbero verificarsi nuovi rincari sulle tariffe dei servizi locali (trasporti compresi).
Aumento dell’Iva - Da non dimenticare che da settembre 2012 ci sarà l’aumento dell’IVA di 2 punti percentuali sulle aliquote del 10% e del 21%, che comporta, oltre ad un probabile impatto negativo sui consumi, all’aumento dei costi telefonici, da aggiungersi a quelli già previsti di gas e luce.
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Esenzione imposta di bollo - E’ stata presa di buon occhio la norma sull’esenzione dall’imposta di bollo (34,20 euro) sui conto correnti delle persone fisiche con giacenza media annua al di sotto di 5 mila euro: questa norma permetterà ai pensionati di farsi accreditare la pensione, visto il limite di 500 euro per i pagamenti in contanti della pubblica amministrazione, aprendo un conto corrente a “basso costo”, rispettando il limite previsto sulla giacenza. La norma sui limiti ai pagamenti in contanti della pubblicazione amministrazione si associa a quella generale prevista sulla limitazione dell’uso del contante fissata, a partire dal 6 dicembre 2011, a 1.000 euro, al fine di contrastare l’evasione fiscale.
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Riforma pensioni - Per quanto riguarda le pensioni, la protesta non si è attenuata anche dopo le modifiche apportate al testo iniziale (Le pensioni del Governo Monti): l’indicizzazione è garantita, almeno per il 2012, per le pensioni definite minime (circa 1.400 euro); l’aumento dell’età pensionabile, almeno per i nati del 1952, può essere più flessibile e la penalizzazione per chi va prima in pensione, in alcuni casi, è ridotta. Si precisa che per coloro i quali abbiano maturato i requisiti pensionistici (ad esempio 40 anni di contributi) entro il 31 dicembre 2011 si applicano le vecchie norme e non quelle previste dalla manovra.
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I dubbi sull’equità della manovra - Le disposizioni del decreto relative alla tassazione del patrimonio all’estero (IMU sugli immobili all’estero nella misura del 7,6 per mille, imposta di bollo sui depositi all’estero e sul c.d. anonimato), delle pensioni d’oro (contributo di solidarietà del 15% sulle pensioni eccedenti i 200.000 euro), sul lusso (auto e barche), vengono considerate dall’opinione pubblica non sufficienti per rendere più equo il decreto, visti i provvedimenti che invece incideranno sulle famiglie.
Nicola Marsella
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