Rovinata da Lehman Brothers
Un piano pensionistico che sembrava sicuro. Poi quel fallimento si è ingoiato i risparmi di una vita
di Redazione Soldionline 17 feb 2010 - ore 11:08Spettabile Direttore.
Mi permetto di disturbarLa con queste poche righe in quanto volevo raccontarLe la mia storia, una delle tante di banche che truffano o perlomeno carpiscono la buona fede dei risparmiatori, costretti a rinunciare ai soldi, spesso frutto di una vita di sacrifici, ed alla possibilità di assicurare ai propri figli un futuro sereno o perlomeno senza molti affanni.
Mi scusi dunque se mi permetto di disturbarLa: sono certo che Ella di storie come la mia ne avrà ascoltate tante, tra quelle apprese di persona e quelle raccontate dai Suoi colleghi.
Dunque mi scuso se La disturbo e se userò parole forti. Purtroppo scrivo con la rabbia, non con la penna. Se Lei ha figli potrà comprendere che non essere in grado, per propria ingenuità, di garantire ai propri figli un futuro migliore è quanto di più frustrante ed umiliante possa accadere ad un genitore.
Ma veniamo al dunque.
Nel gennaio del 2003 mi rivolsi alla filiale della mia città di una nota banca locale, la Banca Popolare di Puglia e Basilicata, una banca verso la quale fino ad allora avevo nutrito fiducia, anche grazie al rapporto umano e confidenziale che avevo instaurato coi dipendenti della filiale. Erano tutti gentili e disponibili e così quando ero entrata in possesso di una considerevole somma di denaro, provento della vendita di un immobile di mia proprietà, pensai proprio a loro per investirla.
Sia chiaro: non intendevo speculare in Borsa per fare soldi facili; desideravo solo un investimento sicuro che mi garantisse la restituzione dei miei soldi e magari mi potesse far percepire una piccola rendita col tempo. Insomma: volevo mettere da parte per il futuro, così da garantirmi una certa serenità per me e una certa disponibilità economica per i miei figli, per aiutarli nella vita negli studi e nella professione.
Purtroppo non avevo alcuna esperienza di investimenti e perciò mi rivolsi alla mia banca. Mi fidavo di quelle persone e perciò mi feci suggerire quello che mi fu presentato come un piano di tipo pensionistico, con la garanzia di poter ritornare comunque in possesso dei soldi investiti e versati con fiducia nelle mani della banca.
Il nome di quel piano era assai attraente: Polizza Eurovita.
Suona molto rassicurante, non trova? Dal nome sembrava un investimento sicuro, e poi gli impiegati della banca mi rassicurarono: potevo stare tranquilla, era un investimento garantito.
Ero combattuta, in buona fede, e stante le rassicurazioni degli impiegati ed il nome suadente del piano di investimento e la istintiva diffidenza verso le banche, che spesso hanno malconsigliato i loro clienti.
Alla fine ruppi gli indugi. Decisi di fidarmi e firmai due distinte adesioni al piano di investimento, una denominata Eurotrend – Ettore Fieramosca, dove furono investiti centomila euro, l’altra denominata Eurotrend –Gioacchino Murat, dove furono investiti ottantacinquemila euro.
Totale: centottantacinquemila euro, l’intero provento della vendita dell’immobile più un piccolo gruzzolo messo da parte nel corso degli anni con rinunce sacrifici e sudore.
Le cifre, caro Direttore, le scrivo a lettere per rassicurarLa del fatto che non ci sono sbagli.
Metto da parte la questione e riprendo a vivere serenamente la mia vita, cullandomi nella certezza di aver fatto la cosa giusta per me e per i miei figli.
Sta di fatto che circa due anni fa i giornali cominciano a parlare di crisi economica, di una crisi economica partita dagli Stati Uniti e precisamente dal clamoroso fallimento di una banca americana a me assolutamente ignota, la Banca Lehman Brothers.
Non avevo la più pallida idea di cosa fosse quella banca, perché non avevo mai visto una sua insegna o un suo sportello nella mia città. Eppure i giornali ne parlavano continuamente perché a detta degli esperti di finanza si trattava di un fallimento clamoroso che avrebbe avuto gravi ripercussioni. Vedevo in televisione, ripetute all’infinito, le scene degli impiegati della banca che, col capo chino e gli scatoloni in mano, uscivano per sempre dalla sede della banca. Scene che non potevo che trovare terribili. Posso immaginare cosa si possa provare nel perdere il proprio lavoro su due piedi e soprattutto senza uno Stato, come quello americano, che non garantisce qualche forma di assistenza a chi si trova dalla sera alla mattina senza un posto di lavoro ed uno stipendio con cui vivere e mantenere la propria famiglia.
Provavo un istintivo senso di solidarietà umana per quelle persone e pensavo a quanto potevo ritenermi fortunata nel sapere di poter affrontare il futuro con una certa serenità. Avevo il mio bel gruzzolo in banca che ha il nome della mia regione e di una vicina storicamente fatta da gente laboriosa e parsimoniosa, pronto per ogni evenienza o, almeno, così credevo.
Sentivo ripetere che il fallimento della Banca Lehman Brothers era un fatto assai grave e che avrebbe avuto conseguenze di non poco conto. Ma non pensavo assolutamente che quel fallimento avrebbe potuto interessarmi così da vicino. In fondo, pensavo, di cosa parlano questi esperti? Per quale motivo dovrei preoccuparmi delle sorti di una banca nella quale non sono mai entrata? La mia banca è la Banca Popolare di Puglia e Basilicata, mica la Lehman Brothers? Di cosa stanno parlando lorsignori?
Ed invece avrei dovuta preoccuparmi. Avrei dovuto pensare che quel disastro finanziario avvenuto all’altro capo del mondo toccava me, in prima persona! Un bel giorno infatti, andai in banca per controllare lo stato dei miei investimenti e lì feci una amarissima scoperta. Il mio piano di investimento, quello tanto sicuro, suadente e rassicurante, contemplava l’acquisto di “titoli strutturati” (una cosa della quale ignoravo l’esistenza e che ho appreso solo grazie all’aiuto dei mie avvocati) emessi proprio dalla Banca Lehman Brothers.
Caro Direttore, la faccio breve. La mia banca ha investito per garantirmi le polizze per il futuro migliore della mia famiglia,nei titoli della Lehman Brothers, che nel suo fallimento si è ingoiata i miei tutti i centottantacinquemila euro, i risparmi di una vita.
Può immaginare cosa è significato per me sapere di aver perso tutto.
Vuol dire una vita rovinata, sotto ogni punto di vista. D’un colpo ho perso tutto. Sì, perché non ho perso soltanto il capitale accumulato in tanti anni di oculatezza ed attenzione alle mie disponibilità economiche; ho perso anche la certezza di un futuro sereno ed insieme la consapevolezza di poter aiutare la mia famiglia ed i miei figli in caso di necessità. Ho perso anche la mia autostima perché una “fregatura” del genere ti fa sentire una allocca, una sprovveduta, una alla buona che si è fatta scippare un sacco di quattrini da qualche furbetto. E, cosa ancora peggiore, ho perso la mia salute. Lo stato di prostrazione ha minato non solo la mia mente, ma anche il mio corpo. Ed io che avevo risparmiato ed investito proprio per garantirmi di poter pagare le spese mediche in caso di malattia!
Ora sono in causa con la Banca Popolare di Puglia e Basilicata. Ho consultato due avvocati, che già avevano assistito e assistono altri cittadini scippati dei loro quattrini da altre banche assai spregiudicate nel consigliare investimenti ai loro clienti. Le parole “My Way”, “For You”, Cirio ecc… dovrebbero bastare per capire di quali vicende stiamo parlando.
I miei avvocati hanno citato la Banca Popolare di Puglia e Basilicata davanti al Tribunale di Trani (sez. Civile) al fine di ottenere indietro tutti i soldi che ho perso e per vedermi risarcito il danno subito.
Forse sbaglio, ma io sono sempre stata una persona capace di nutrire fiducia negli altri. E forse questo mi ha danneggiato e mi ha spinto ad ascoltare consigli sbagliati. Ma io continuo a fidarmi. Mi fido dei miei avvocati e mi fido dei giudici del Tribunale di Trani, a cui la causa è stata affidata, affinché pongano, almeno parzialmente, rimedio al torto subito e diano senso a questa giustizia che tanti invocano ed in tempi certi.
Mi fido di loro, ancora e spero di non pentirmene della Giustizia e mi auguro che avvocati, giudici e anche la mia controparte mi portino alla restituzione del denaro perso.
Il denaro si può restituire, la dignità e la serenità nella vita quelli no.
La ringrazio per l’attenzione prestatami.
Cordiali saluti
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Tutta la mia comprensione.
Tutta la mia comprensione alla signora rimasta vittima di un sistema che punisce chi crede nelle Istituzioni.
Non mi sento di darle dei consigli, anche perché la signora, dopo l'esperienza fatta, non credo che ne ascolti più: preferirà sbagliare con la propria testa.
Una considerazione, però, devo farla: ricordiamo chi disse "nessun risparmiatore italiano perderà neppure un euro"; chi proclamò "le Banche non lascino soli i risparmiatori" e chi ha approvato una class action che esclude il crack lehman Brothers. Daremo loro ancora fiducia, se ce la chiedessero?
dove sono le responsabilità?
La banca è il peggior "supermercato". Ti vendono la "merce" senza farla vedere o meglio te la vendono con un papiro di avvertenze e regolamenti ai quali dovresti dedicare un pò di ore prima per leggerli e succesivamente un corso per capirli. Quindi ti rimetti,nella piena fiducia, al piccolo impiegato o direttore di banca che ti illustri la scelta più conveniente. Purtroppo sia il direttore sia l'impiegato di turno hanno avuto l'ordine ( dai responsabili del negozio) di vendere una determinata merce, magari ignari loro stessi di quello che realmente stanno vendendo. Nel caso della signora l'errore certo dei piccoli "bancari" è il non aver diversificato l'investimento, distribuendo così l'ignaro rischio.
In parole povere gli amministratori della banca (che si possono vedere solo nei ristoranti, nei circoli, a Cortina , in Sardegna etc) impartiscono ordini e i diligenti sottostanti ubbidire guadagnandosi la loro stima e una probabilità in più per fare carriera.
Il gota delle banche, assicurazioni etc, coloro cioè che "usano" i nostri soldi , pianificano tutto a tavolino (fanno solo quello) fregandosene di tutto e di tutti se non di mantenere i loro super compensi. E la legge ? Lasciamo perdere va. Altro capitolo.
Signora spero tanto che anche gli avvocati non facciano la loro parte per prendere anche quello che le è rimasto e che non sia una difesa di gruppo. Esamini subito le possibilità di vincere la causa e l'unica cosa che le può dare qualche possibilità è che la documentazione di sottoscrizione sia incompleta (non ci sono dei moduli dai lei firmati o che sono rimasti in bianco). Le auguro ogni bene.
banche e investimenti
E' sconvolgente constatare come oggi non vi sia piu' rapporto di fiducia di alcun genere.Io sono stato incastrato alcuni anni fa dal titolo Freedomland,consigliatomi caldamente dalla mia banca di fiducia,credo ricordiate come è finita.
Penso che le attivita' puramente bancarie dovrebbero essere separate fisicamente dalle attivita' di investimento e fondi pseudopensionistici
proprio per evitare inconvenienti come quelli,troppi,descritti.
Spesso ,mi risulta,vi sono premi per gli impiegati che riescono a 'piazzare' articoli..scadenti.
Un tempo le assicurazioni dovevano possedere immobili a garanzia dei capitali assicurati,anche le banche dovrebbero avere sistemi di protezione simili.
Ma oggi chi controlla?
Uscire dalla trappola
Ripropongo in quanto temo che il precedente invio non sia andato a buon fine un ulteriore considerazione sulla amara vicenda della nostra amica pugliese.
All'indomani del crack Lehman , il presidente dell'Ania ( Associazione delle imprese assicurative ) sentenziò a proposito delle polizze index linKed travolte dal fallimento Lehman, che le stesse erano state collocate alla clientela " con competenza e profesionalità" ..... dalle testimonianze che si leggono su internet risulta il contrario perchè spesso e volentieri, le reti bancarie hanno consigliato tali prodotti con
disinvoltura, e superficialità fornendo solo a parole ampie assicurazioni di garanzia e di protezione dell'investimento , mirando invece più ai profitti di collocamento che ai reali interessi dei clienti.
Sono andato a dare un'occhiata al sito Eurovita al prodotto Gioacchino Murat
( la index Lehman consigliata e fatta acquistare alla nostra amica ) e la lettura sia pure superficiale del prospetto informativo e condizioni di polizza è stata assai inquietante poichè aihmè non posso sottacere i profili di rischio enucleati nei testi, profili connessi alla struttura del prodotto, di cui che non dubito affatto che a parole fu contrabbandato e spergiurato come sicuro, garantito protetto insomma una botte di ferro .....
Ripeto non sono un tecnico assicurativo bancario ne tantomeno un avvocato
ma un successo pieno di un'azione legale lo collegherei ad esempio a circostanze come grossolane imperfezioni contrattuali ( carenza di firme ; ad esempio quella con cui la cliente dichiara di aver ricevuto prospetti e condizioni polizza ) ma dubito che questa evntualità si riscontri poichè agli zelanti funzionari di banca che commerciano tali podotti è sicuramente
la prima cosa che insegnano .... prego ancora una firmina qui , ancora un'altra qua....
Ecco perchè nel vaglio di tutte le ipotesi e le possibilità di successo, suggerisco alla gentile amica di non trascurare del tutto la possibilità di una conciliazione transattiva confidando che la banca si senta moralmente
responsabile di aver tradito la sua fiducia e quindi anche con il concorso dell'Assicurazione le venga incontro......
Quanto sopra ripeto non ha alcuna pretesa di dettare condotte in questo frangente, in quanto la scelta della strada da percorrere spetta ovviamente a lei e al suo legale di fiducia.
Le invio di nuovo un sincero saluto e l'augurio che ne possa venire fuori
con successo da questa vicenda. GIO
polizze
gent.ma signora,
col cuore in mano la invito a fissare un onorario di massima per gli avvocati che la stanno seguendo e curando i suoi interessi.
Vale a dire un documento con la sua firma e quella degli avvocati con importo preciso eventualmente con aggiunta di un fondo spese.
Non aggiunga la beffa oltre al danno.
Immagino che abbia già chiesto ai suoi legali quali possibilità di successo esistano....Bene.....sempre per iscritto la risposta.
Spero che abbia chiuso anche i rapporti con la Banca.
La prossima volta comperi i Bot o i Buoni Postali con tassi equi di mercato.
In bocca al lupo